venerdì 23 maggio 2014

da una stagione all'altra

In questi giorni mi capita di riflettere su come e quanto siamo diventati "dis-umani" e finiamo, quotidianamente e sistematicamente, per aggredirci e/o sfogare sugli altri le nostre rabbie ed i nostri malumori; credo che la fretta e l'incapacità di aspettare siano le principali responsabili delle ansie che ci assalgono e travolgono e penso che questo desiderio impellente ed improcrastinabile di felicità sia soltanto il tentativo di colmare i nostri vuoti interiori, aumentati a dismisura da un contesto generale instabile, precario, in cui sembra non esistere più certezza neanche rispetto a valori fondamentali come la giustizia.
A distanza di mesi mi sono ritrovata davanti questa bozza e rifletto con perplessità sui cambiamenti intervenuti: il clima generale di disagio non è affatto cambiato, tuttavia scorgo sempre più frequentemente desiderio di dialogo e di condivisione. Forse perché ci si sente più forti quando non ci si sente soli

Nessun commento:

Posta un commento