La settimana di vacanza trascorsa quest'anno è stata l'occasione per scoprire una pace interiore che, prima d'ora, non m'era mai accaduto di provare: non so se la libertà più importante sia stata quella consistente nello svincolarsi dalle incombenze quotidiane legate alla gestione di casa, famiglia e lavoro o nella scelta deliberata di interrompere qualunque connessione di natura virtuale per concentrarsi sulla vita reale. E questa nuova dimensione ha continuato ad estendere i suoi benefici effetti nel ritrovato piacere della curiosità e della ricerca come punto di partenza verso la conoscenza attraverso tutti gli itinerari e gli strumenti disponibili; così mi è accaduto di riprendere in mano un mappamondo luminoso, segnare i confini dei diversi continenti ed accorgermi che la Siria, ennesimo Stato protagonista di sanguinosi conflitti interni, è veramente ad un passo da noi. Come, in fondo, lo sono la Turchia e l'Egitto che hanno già fornito un ampio contributo di guerre civili in un passato neanche troppo remoto. E, con lo smarrimento di chi si sente responsabile del e per il futuro, mi domando se veramente ci ritroviamo su una polveriera che rischia di renderci tutti polvere e, soprattutto, per quali ragioni davanti a problemi di tale entità l'informazione televisiva continua a cincischiare sulle inconsistenti ed inconcludenti beghe animate dai politici. Forse per le stesse ragioni per le quali accade che il tempo e la vita siano sprecati e logorati per futili banalità ed in nome di rancori passati piuttosto che non valorizzati e migliorati nel presente e per l'avvenire. Chi vivrà vedrà.
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